giovedì, 05 febbraio 2009 - febbraio 05, 2009 17:30

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lefatichediele,
nnsononormale
mercoledì, 04 febbraio 2009 - febbraio 04, 2009 10:41
A couple hundred years ago, Benjamin Franklin shared with the world the secret of his success. "Never leave that till tomorrow," he said, "which you can do today."
This is the man who discovered electricity. You'd think more of us would listen to what he had to say.
I don't know why we put things off, but if I had to guess, I'd say it has a lot to do with fear. Fear of failure, fear of pain, fear of rejection. Sometimes, the fear is just of making a decision. Because, what if you're wrong? What if you're making a mistake you can't undo?
The early bird catches the worm.
A stitch in time saves nine.
He who hesitates is lost.
We can't pretend we haven't been told. We've all heard the proverbs, heard the philosophers, heard our grandparents warning us about wasted time, heard the damn poets urging us to seize the day. Still, sometime we have to see for ourselves.
We have to make our own mistakes.
We have to learn our own lessons.We have to sweep today's possibility under tomorrow's rug until we can't anymore, until we finally understand for ourselves what Benjamin Franklin meant. That knowing is better than wondering.That waking is better than sleeping.
And that even the biggest failure, even the worst, most intractable mistake beats the hell out of never trying.
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seriously
lunedì, 02 febbraio 2009 - febbraio 02, 2009 21:21
FINALMENTE E' PRONTO! ERO TRISTE SENZA DI LUI!
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lefatichediele,
nnsononormale
giovedì, 22 gennaio 2009 - gennaio 22, 2009 17:11
Miglior risposta trovata sul web:
"Perche' il mondo e' cambiato e noi donne siamo state le artefici di questo cambiamento, ovvero se prima i ruoli erano ben definiti, la donna in casa l' uomo a lavorare oggi con tutti i cambiamenti che sono sopravvenuti nn funziona piu' in questo modo, ovvero le donne sono piu' spregiudicate e gli uomini nn sono piu' all' altezza delle vecchie aspettative, spaventati da questa nuova realta' dove nn sono piu' i dominatori indiscussi".
Inutile dire che è la triste realtà...
lunedì, 12 gennaio 2009 - gennaio 12, 2009 15:01
Questa è la storia d'amore tra l'uomo bomba e la donna cannone.
Lui era l'uomo bomba,lei la donna cannnone.Si innamorarono a prima vista.Lei usciva da un circo,lui da una facolta' di teologia.Lei era capace di far ballare i suoi duecento chili su un cavallo bianco,lui era capace di dimostrare l'esistenza di dio.
I due classici fenomeni da baraccone...
Quando la donna cannone si spoglio' e si stese sul letto,il suo corpo pareva una nuvola e il suo immenso vestito azzurro con stelle d'orate copriva il pavimento.Lui camminava piano,per paura di calpestare quelle stelle.
"ma tu non ti spogli?"; chiese la donna cannone...
L'uomo bomba allora inizio' a spogliarsi,lentamente, perche' aveva paura che i fili dell'innesco si impigliassero nella cerniera lampo.
Aveva vergogna e aveva paura.
Aveva vergogna della sua verginita' di studente;e aveva paura del giudizio di dio.
"dovevo scoppiare alle 7 e mezza davanti al supermercato per la gloria di dio.e adesso come potro' giustificarmi??" lei,non rispose.chiuse gli occhi,e apri' le gambe...
Lui vide che tra le gambe della donna cannone c'era una lunga ferita.senza sangue pero'.
allora chiese "dov'e' il sangue?","non c'e!"
"ma ti fa male?"," ma no!"
"è un taglio pazzesco,chi te l'ha fatto?? ci sono state rivendicazioni??"," ma nooo,è sempore stata li,via..."
lei fece una voce rauca,equivoca,un po' annoiata.
L'uomo bomba inizio'a staccare tutto lo scotch che manteneva i candelotti e x superare l'imbarazzo,ne mostro' uno.
"hai visto com'e' grosso?" , "ne ho visti piu' grossi."
l'uomo bomba rimase quasi nudo vicino al letto.
con i candelotti vicino al comodino disse "donna cannone...posso tenere le mutande?" ,"mah no,bisogna levarle dai!"
"e se ci vede dio??" "meglio,ci vedra' nudi."
"nudi?? ma è peccato" disse lui.
"è peccato",disse il ragazzo."è peccato" penso'. "è peccato!" sentendo un'erezione."è peccato" disse mentre si arrampicava su di lei... "è peccato",sentendo un piacere,che forse veniva dal cielo...
Lei, magnifica, lo prese, e lo teneva come il mare fa con una barchetta. Lui,imparava a stare a galla.dondolando zitto e intento.
e che silenzio.a parte il respiro,
che silenzio.
I sei candelotti di tritolo furono ritrovati da una donna delle pulizie.
"che perversi!" penso',e li gettò nella spazzatura, poi chiuse la porta della stanza.
Sul pavimento rimase una stella che si era staccata dal vestito di lei.
Un'ora dopo,due isolati piu' in la,ricominciava il circo...
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lunedì, 12 gennaio 2009 - gennaio 12, 2009 09:16
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giovedì, 08 gennaio 2009 - gennaio 08, 2009 22:01
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mercoledì, 10 dicembre 2008 - dicembre 10, 2008 10:15
"In life, only one thing is certain...apart from death and taxes...no matter how hard you try, no matter how good your intentions, you are going to make mistakes. You're going to hurt people. You're going to get hurt. And if you ever want to recover...There's really only one thing you can say. "I forgive you".Forgive and forget. That's what they say. When someone hurts us...we want to hurt them back. When someone wrongs us, we want to be right. Without forgiveness, old scores are never settled...old wounds never heal. And the most we can hope for is that one day we'll be lucky enough to forget."
E' difficile perdonare e dimenticare. Non so quale delle due cose sia più difficile fare. Ammiro chi ci riesce, e lo invidio anche un pò. Io non ci riesco, e la rabbia mi rode dentro e mi sfinisce. Dicono che con il tempo tutto si dimentica. Ma si riesce anche a perdonare con il tempo? Io non credo. Ci sono cose che non si possono perdonare. Cose che una volta fatte lasciano il segno. Per sempre. Sicuramente chi perdona sarà una persona nobile e ricca, evidentemente io non lo sono. Ma non posso farci niente.
venerdì, 05 dicembre 2008 - dicembre 05, 2008 09:50
Venerdì venerdì...incomincia il fine settimana e io ricomincio il blog. Le due cose tra loro non hanno nessuna relazione ma fa niente. Perchè ho deciso di riaprilo? Beh così, ho provato ad usare altri blog, rifarli da nuovo, ma questo era la mia creazione, il mio piccolino, l'unico che sono riuscita a tenere sempre aggiornato, o quasi. Quindi qualsiasi altro non sarebbe durato molto.. E in più ormai è passato parecchio tempo da quando l'ho chiuso, sono successe un sacco di cose e in un certo modo il cerchio si è chiuso ed è come se fossi tornata di nuovo a quel periodo. Quindi è un po' un augurio per me, in modo che io non ricada di nuovo in sciocchezze come l'ultima che mi è capitata e in un certo senso posso ricominciare da lì, come se niente fosse successo. So che non ha molto senso quello che sto scrivendo, ma che mi importa, ha senso per me e questo basta. Se voi non capite sono affari vostri. Sono le 9e42 e fra un po' devo andarmene, ho sonno e mi fa male la testa. Vorrei solo stare dentro casa al calduccio, invece oggi sarà una giornata davvero lunga. Lunga lunga lunga.
Cmq ora che sono ritornata non aspettatevi un post al giorno. La mia incoerenza è peggiorata con il passare del tempo. E in più invece di scrivere qui dovrei studiare visto che ho due esami imminenti da preparare. Ma come al solito non c'è niente che riesca a farmi stare sui libri. E' come se ci fosse una barriera che mi impedisce di avvicinarmi. Tipo quelle invisibili che quando ci passi ti bruciano viva. Una cosa del genere. Quindi occupo la mia giornata in mille modi diversi piuttosto che studiando. Tra l'altro maledico il giorno in cui mi sono iscritta a Feisbuk...lo odio lo odio e lo amo. E' inutile negarlo. E' una droga, mi sta rovinando ma non posso farne a meno. Bisognerebbe istituire un centro di riabilitazione per i malati di Feeeeeeisbuk. Io sarei la prima a ricoverarmi.
Ora basta. Mi sono annoiata.
bye
giovedì, 04 dicembre 2008 - dicembre 04, 2008 11:01
Time passes. Even when it seems impossible. Even when each tick of the secondhand aches like the pulse of blood behind a bruiseIt passes unevenly, in strange lurches and dragging lulls, but pass it does. Even for me.
riapro il blog.
saluti
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dolcefarniente